Venafro (IS)

Un percorso lungo il fiume più importante dell’Italia meridionale. Lungo le sue sponde si conserva intatto l’ambiente di un tempo. È il fiume più importante dell’Italia meridionale, il suo habitat, avvolto da una magia unica, accoglie un importante e delicato ecosistema, rifugio di molte specie di uccelli acquatici che vi nidificano e vi dimorano. Al di fuori di ogni rotta turistica, la valle del Volturno, qui di interesse il tratto molisano, che va dalle sorgenti fino ai confini con la Campania, ci permette di poter fare un soggiorno dove tutto ha il sapore di un tempo, quando i rumori erano attutiti, l’ambiente era incontaminato e la gente aveva ancora la genuinità di una volta, ed il tempo sembra essersi fermato. A far da cornice al fiume, a perdita d’occhio, le splendide cime delle Mainarde e del Matese.

Cuore di tutto l’itinerario è Venafro, storica cittadina di origini preromane, che custodisce un interessante percorso religioso che va dal romanico al neoclassico e una notevole serie di palazzi della borghesia terriera di metà ottocento, alcuni dei quali utilizzati per Bad & Breakfast. Intatto è il borgo medievale, condizionato dal rintracciabile sistema cardo decumanico romano, dominato dall’alto dallo splendido castello del conte Pandone, controverso personaggio cinquecentesco, che dedicò il maniero ai propri cavalli facendoli raffigurare, in numero di venticinque, a grandezza naturale. Poco distante, in direzione Isernia, Monteroduni con la cantina e il castello del principe Pignatelli.

Se poi ci dirigiamo verso l’alta valle, non possiamo non visitare l’abbazia altomedievale di S. Vincenzo a Volturno,oltre alla vasta area archeologica, custodisce la cripta dell’abate Epifanio con il suo ciclo di affreschi del nono secolo. Siamo a pochi chilometri dalle sorgenti del Volturno. Da qui partiva l’antico acquedotto augusteo, che dopo un tragitto di ben trentadue chilometri raggiungeva Venafro. La vicina Scapoli, ai piedi del monte Marrone, è conosciuta in tutto il mondo come la patria della zampogna, alla quale è dedicato un “Festival Internazionale”, appuntamento che si rinnova ogni anno dal 1975, nell'ultima settimana di Luglio. Un interessante museo e qualche bottega artigiana ci immerge in una dimensione sonora ai più sconosciuta.

Le antiche trattorie e i piccoli ristoranti fanno da contorno a questo viaggio indietro nel tempo. Da loro è possibile gustare salumi, formaggi, pasta all’uovo e ottime verdure. Tutto condito con olio d’oliva, prodotto ancora con i tradizionali sistemi di raccolta e molitura. Il fiume scorre lento e ci accompagna alla fine del breve soggiorno che resterà per sempre dentro di noi.

Copyright foto - Franco Cappellari




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